Un’estate con la Strega dell’Ovest, di Kaho Nashiki.

Queste vacanze di Natale sono state particolari, sono trascorse con una lenta velocità o con una veloce lentezza, ma almeno le ho trascorse a casa. Il mio filo rosso è con casa, invisibile ma sempre ben stretto e legato al dito. E secondo voi, potevo tornare a casa e non passare in libreria? Ovviamente sono entrata, affermando con candore: “Aspettatemi, perdo solo cinque minuti.”

Dopo venti minuti sono iniziate le ricerche, e io avevo tre libri in mano: uno per Ele, mia figlia, e due per me. A essere completamente sincera, io ero entrata per comprare la mia prima edizione de “Il mago di Oz”, che non solo ho trovato, ma ho anche aggiunto un libro che ho cercato dietro suggerimento di una cara amica, Sara, una lettrice appassionata, curiosa e spesso fonte di ispirazione per me. Mentre continuo ad asciugare le lacrime, vi riporto la trama:

Traduttore:Michela Riminucci

Editore:Feltrinelli

Collana:I narratori

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 27 giugno 2019

Pagine: 141 p., Brossura

Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla in campagna dalla nonna per un po’. La nonna è una signora inglese che è arrivata in Giappone e si è sposata con un giapponese, e sia Mai sia sua madre l’hanno soprannominata la “Strega dell’Ovest”. Oltre alle marmellate di fragoline di bosco, la nonna insegnerà a Mai a riconoscere le erbe medicinali, iniziando così ad addestrarla come strega. Insegna anche a Mai che la cosa più importante che deve imparare è decidere per se stessa, sviluppare la sua forza e la sua volontà di andare fino in fondo alla decisione che prende. Mai, in qualche modo più matura, fa ritorno nella nuova casa dei genitori, che nel frattempo hanno traslocato…

Kaho Nashiki ha scritto questo piccolo grande romanzo nel 1994, lo ha voluto riproporre integrandolo con tre racconti che completano la storia dei protagonisti. “Un’estate con la Strega dell’Ovest” ha un forte potere evocativo, la natura è grande protagonista insieme a un legame molto forte, quello di una nonna e una nipote che vivono lontane, e fanno del poco tempo che possono trascorrere insieme un vero momento di qualità. La piccola Mai ha un momento di difficoltà a scuola, e la soluzione sarà trascorrere un mese con la nonna.

In questo mese Mai scoprirà l’importanza del contatto con la natura, scoprirà di avere paure sconosciute ma soprattutto ritroverà una nonna, che le rivelerà un segreto vecchio di generazioni: lei è una strega, e con un po’ di pratica potrebbe diventarlo anche lei.

A dispetto della lunghezza del romanzo, la sua intensità è fuori dal comune e ogni contrasto complesso viene sintetizzato in poche parole ma di grande effetto. L’arte degli autori giapponesi in fondo è proprio questa: usare meno parole ma cariche di significato.

Quando ne sarai capace, imparerai a vedere, solo desiderandolo, ciò che nella realtà non puoi vedere, per esempio il contenuto di questa scatola. Anche se ci vuole parecchio tempo prima di riuscirci. Però fa attenzione. La cosa più importante è la volontà di vedere e sentire quello che vuoi. E’ molto pericoloso e spiacevole vedere e sentire qualcosa che non vuoi e a una brava strega non deve succedere.

Non voglio aggiungere altro, questo è un libro che va scoperto e va vissuto in modo molto personale… Il legame con un parente lontano, il legame con la natura, sono entrambi dei modi per ricordare da dove veniamo e chi siamo. Buona lettura con la Strega dell’Ovest…

Manu

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