“Certe cose possono saperle soltanto gli occhi”: Se non ti vedo non esisti, di Levante.

Se non ti vedo non esisti. Se non mi vedi non esisto.

Alcune donne, più di altre, sanno essere carismatiche senza sforzo, mostrare la loro intelligenza senza dire troppe parole, ma soprattutto sanno essere forti pur restando estremamente fragili. Levante la conosciamo tutti come cantante, personaggio televisivo, ma è anche una talentuosa scrittrice. Saper scrivere è un dono, e in questa ragazza non riesco che vedere soltanto il suo talento.

“Se non ti vedo non esisti” è il suo primo romanzo, mi ha aiutato in questi ultimi dieci giorni a rilassarmi dopo giornate emotivamente e fisicamente pesanti e ne ho tratto un enorme beneficio.

Vi riporto la trama:

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 19 gennaio 2017
Pagine: 261 p., Brossura

Sua madre e sua sorella, così concrete, non capiscono da dove arrivi la sua inquietudine, quella voglia di mangiarsi ogni attimo come fosse l’ultimo e di scappare a gambe levate non appena qualcuno minaccia di metterla in gabbia. Anita però lo sa bene: quando si guarda allo specchio, le sue “mille me” – così le chiama lei – riflettono i suoi cambiamenti di umore e la incoraggiano, la contraddicono, la rimproverano quando sbaglia. Perché Anita sbaglia spesso, soprattutto quando si tratta di uomini. I suoi errori più grandi sono tre: Filippo, affascinante e indisponibile, incontrato per caso su un volo per New York; Flavio, un incrocio di sguardi che si è trasformato in passione; e poi Jacopo, il marito che le è sempre stato accanto ma ultimamente sembra non capirla più. Anita crede di amarli tutti, ma forse la verità è che la vita le sta sfuggendo di mano, come la sua immagine riflessa nello specchio. Dovrà scavarsi dentro e fare i conti con un passato ancora dolorosissimo, per imparare a prendersi cura di sé senza smettere di innamorarsi e di sbagliare: solo così potrà ricominciare a vedersi, e a esistere, davvero.

Le donne sono gli esseri più complicati e sensibili per antonomasia, ma Anita è tutto un grande errore e e un rimediare alla sua autodistruzioni. Ha contato gli uomini che nella sua vita hanno lasciato il segno peggiore: Filippo, Flavio, Jacopo. Sono uno diverso dall’altro, hanno avuto un ruolo diverso nella sua vita e ognuno di loro l’ha portata a essere sempre più complicata a confusa.

Anita è una donna che si è sempre accontentata, ha moderato ogni situazione nel bene e nell’interesse della persona che stava insieme a lei, ma non ha mai assecondato le sue necessità. Quando se n’è accorta era già sposata, aveva già alle spalle una relazione disastrosa e un amante che le ha reso la vita ancora più vuota. Le relazioni sono molto complicate da gestire, sono ancora più difficili da chiudere o da mantenere vive: in entrambi i casi occorre una grande forza di volontà e un’esagerata dose di amor proprio. Perché mai accontentarsi? Perché sapere che si potrebbe mangiare fino a sazietà e invece imparare a sentirsi pieni con delle briciole?

I tre uomini di Anita, i tre che le hanno maggiormente influenzato la vita le hanno portato questo insegnamento. Mai accontentarsi.

Bisognerebbe leggere questi libri per comprendere che siamo donne, non uccellini, bisogna avere quello che si vuole, quello che si pensa di meritare senza la paura di avere accanto il vuoto. La scrittura di Levante è così introspettiva ed emozionante che il messaggio arriva dritto al cuore.

Manu

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