Il meraviglioso mago di Oz, di Lyman Frank Baum.

In questi ultimi giorni sto sperimentando sempre qualcosa di nuovo, tipo la paura a stare troppo vicina alle persone, un blocco emotivo che mi impedisce di leggere o scrivere serenamente. Insomma, mi ritrovo a sbattere contro un muro di gomma, in entrambi i casi non posso fare niente per cambiare le cose: devo stare a contatto con le persone, pur osservando tutte le precauzioni, per lavoro; il blocco emotivo esiste e passerà da solo, forse.

Pochi giorni fa, pensavo di aiutarmi con una lettura che avrei sempre voluto approfondire: Il meraviglioso Mago di Oz, di Lyman Frank Baum. Tutti conosciamo la storia di Dorothy, ovviamente la conoscevo anche io, ma leggere il libro mi ha aperto davvero gli occhi.

Vi riporto la trama:

Traduttore: Masolino D’Amico
Illustratore: Giuliano Lunelli
Editore: Mondadori
Collana: Oscar junior classici
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 maggio 2012
Pagine: 190 p., ill. , Brossura

Dorothy vive nelle praterie del Kansas insieme al suo cagnolino Toto. In seguito a un ciclone che la trascina lontano, si ritrova in un paese davvero strano, popolato da bizzarri personaggi: lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta, il Leone Vigliacco… In loro compagnia la bambina va alla ricerca del Grande Mago di Oz, cui ciascuno chiederà di esaudire il proprio desiderio più grande: un cervello per lo Spaventapasseri, un cuore per il Boscaiolo di Latta, il coraggio per il Leone Vigliacco; la piccola Dorothy desidera solo far ritorno nel Kansas. Età di lettura: da 9 anni.

Dorothy una volta rimasta orfana, va a vivere in Kansas dagli zii, ma un ciclone fa volare la sua casa. Qui inizia la più fantastica delle avventure e incontrerà tre compagni di viaggio molto particolari: uno spaventapasseri, un boscaiolo di latta e un leone. Ognuno di loro ha un desiderio, andare dal mago di Oz e chiedere di esaudirlo, ma una volta letto quali siano le loro necessità viene naturale chiedersi quale sia il desiderio di Dorothy.

La bambina è molto silenziosa, attenta alle necessità di chi le sta accanto, mai esigente o capricciosa. Il suo desiderio è abbastanza facile da dedurre, e una volta scoperto mi sono chiesta come sia riuscita ad anteporre i desideri dei suoi compagni di viaggio. Mi sono molto ritrovata in Dorothy, proprio perché tutto quello che desiderava era sentirsi a casa, non voleva un cervello, un cuore o il coraggio, le bastava soltanto sentirsi a casa.

Il mago di Oz riuscirà ad esaudire i desideri, ma probabilmente non tutti. Il desiderio di Dorothy è il più difficile… Anche nella vita reale è difficile sentirsi a casa, ma tante volte casa non è un luogo fisico, è soltanto un atteggiamento, o il ritrovare un punto di riferimento. Anche io avrei espresso lo stesso desiderio se mi fossi ritrovata davanti al mago di Oz.

Il mio preferito? Il boscaiolo di latta! Nessuno più di lui sa spiegare perché sia importante avere il cuore, ancora più importante che avere il cervello o il coraggio.

“Io voglio avere il cuore perché il cervello non ti rende felice, e la felicità è la cosa migliore del mondo.”

Lo so di aver letto un libro per bambini, so anche di avere letto una storia che si conosce alla perfezione, ma fare un salto indietro ogni tanto può essere la cosa giusta. Diventare adulti può far dimenticare le cose più semplici, come quanto sia importante avere un cuore, un cervello o il coraggio.

Manu

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