Cambiare l'acqua ai fiori, di Valérie Perrin.

Sono tempi difficili, tempi in cui lamentarsi è inutile ma a volte serve per sentirsi almeno liberi di pensare. Io mi lamento da giorni, i più simpatici probabilmente diranno che mi lamento da sempre, ma io faccio partire le mie lamentele in via ufficiale da circa sette giorni a questa parte. Ho cambiato casa e data la difficoltà che si riscontra nel richiedere servizi o cose simili, sono priva di una connessione a internet. Questo ha comportato una battuta d’arresto, niente blog, niente social network, pochi contatti virtuali, visto che solo quelli sono consentiti.

Ma… questa sera è accaduto qualcosa mentre cenavo. Ho pensato di fare l’ennesimo tentativo di connettermi attraverso il cellulare e finalmente è magia! Adesso mi rimetto in pari con le mie letture, con la rubrica di Francesca e con le segnalazioni.

Il primo libro letto, in ordine cronologico, è un romanzo che mi ha fatto tanto sorridere ma mi ha anche amareggiato: Cambiare l’acqua ai fiori, di Valérie Perrin. Occorre una dose notevole di intelligenza e sensibilità per affrontare questa lettura, sopratutto per afferrare il concetto che in questa vita è giusto darsi una seconda possibilità.

Vi riporto la trama:

Traduttore: Alberto Bracci Testasecca
Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 10 luglio 2019
Pagine: 476 p., Brossura

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

Violette Toussaint è una giovane donna con un presente bizzarro, un passato misterioso e un futuro quasi invisibile, completamente offuscato dalle sue paure. Violette svolge una professione particolare, fa la guardiana di un cimitero e lo fa con tutta la naturalezza e tranquillità possibili. La sua routine fatta di lavoro e di annotazioni varie, viene spezzata dall’arrivo di un poliziotto che indaga sulla scomparsa di suo marito e le rivela cosa sia accaduto negli ultimi diciannove anni.

Da subito il libro segue due linee temporali, il presente e il passato si intrecciano come a inseguirsi per dare un senso alla vita di una donna che ha dovuto superare prove terribili ma continua a vivere con l’estate dentro e fuori. La metafora del suo guardaroba è un esempio: estate sotto, inverno fuori. Quanta tenerezza e quanti sorrisi al pensiero di questa donna che si vergogna di mostrare al mondo la sua vera natura, così indossa una maschera che la protegga un po’ da tutti.

Il desiderio di auto-proteggersi sarebbe anche giustificato nel suo caso, visto che cresce in un orfanotrofio, poi si innamora di un uomo che non la ricambierà mai nella stessa misura, e poi… E poi bisogna leggere tutto il suo passato e tutto il suo presente, perché ogni tassello si rimette al suo posto e forse esiste davvero una seconda possibilità.

Questo romanzo è imperdibile, sopratutto in queste giornate difficili aiuta a vivere le difficoltà con un altro spirito. L’ironia e la simpatia di Violette sono estremamente contagiose, non si può fare a meno di sorridere, così come non si può fare a meno di affezionarsi a lei. Quante volte avrei voluto toglierle l’inverno per darle il coraggio di mostrarsi estate…

Manu