Layla, di Massimo Piccolo.


In questi tempi caratterizzati dalla restrizione come forma di altruismo, ma che pur sempre restrizione resta, purtroppo mi è capitato di essere meno ricettiva agli stimoli provocati dalla lettura. A volte i libri salvano, diciamo anche spesso. “Layla”, di Massimo Piccolo mi ha salvato da una monotonia difficile da rompere con un romanzo originale, ben strutturato, dalla trama leggermente oscura.

Editore: Cuzzolin
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 31 ottobre 2019

Layla è un’adolescente che si trasferisce da Firenze a Napoli, ha molta nostalgia dei suoi affetti e dei suoi amici. La fatica dell’adattamento è descritta come una profonda agonia, soprattutto perché suo padre le impone diverse limitazioni: niente social network, poche connessioni virtuali, e non può rientrare a casa oltre la mezzanotte.

Parallelamente alla storia di Layla, avvolta dal mistero del suo passato, si sviluppa la storia di un gruppo di amici appassionato di riti, magia e di blog, usati per divulgare tutte queste informazioni. Gabriel è uno di questi ragazzi ed è stato decisamente il mio personaggio preferito: curioso, preciso, acuto, intelligente, audace. Nel suo blog vengono pubblicati dei posti interessanti quanto macabri, come la leggenda dell’albero dei morti, o la pericolosità della fede.

Gli altri ragazzi sono adolescenti chiusi nelle loro vite un po’ superficiali e spensierate: Pisto, Sara, Bianca. I loro interessi sono standardizzati, tipici della fase adolescenziale, da qui spicca decisamente l’acume di Gabriel con la sua innata curiosità per tutto ciò che è oscuro e misterioso.

La terza sfaccettatura del romanzo è quella dedicata alla Sposa vergine, una donna che pratica antichi rituali di magia per liberare le persone che si presentano da lei dalla negatività o da eventi traumatici.

Pian piano le tre narrazioni si intrecciano e tutto appare improvvisamente logico, una volta compresa quale sia la difficoltà di Layla, sarà impossibile separarsi da questo libro. Ho molto apprezzato la leggerezza di una tematica così controversa, che spaventa e inibisce.

Da navigata lettrice di romanzi gialli, thriller e noir, avevo compreso da subito il destino di Layla ma leggerlo con la consapevolezza di aver avuto l’intuizione giusta è stata un’esperienza davvero profonda. Ci voleva qualcosa di “diverso”, i libri ti salvano, e a volte i libri scelgono quando essere letti.

Manu

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