Mef consiglia… Novecento, di Alessandro Baricco.

NOVECENTO
Di Alessandro Baricco
Ed. Feltrinelli



Era il 1995 quando lessi questo libro per la prima volta, avevo trovato questo piccolo monologo tra gli scaffali della libreria di mia nonna.
Pura poesia.
Nel 1998, Giuseppe Tornatore, ne trasse un film dal titolo: La leggenda del pianista dell’oceano.
Nello stesso anno Edoardo Bennato pubblicò  un brano ispirato a Novecento: Sempre in viaggio sul mare.
Spero che ogni lettore, accostandosi alle parole di Novecento, possa trarne coraggio e ispirazione.

Sinossi

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994.

Frammenti

Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto.

Suonavamo perché l’oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era, e chi era.

Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro.
Tu sei infinito.

Novecento venne abbandonato a Boston, dentro un pianoforte della prima classe del Virginian.
Fu trovato, per caso, da un macchinista di colore che lo allevo’ come se fosse figlio suo.
Donandogli il proprio nome, il nome della cassetta in cui lo aveva trovato e il nome del secolo in cui vivevano: Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.
Novecento ha sette anni quando Danny muore e per non farsi portare in un orfanotrofio si nasconde nel cuore della nave.
Poi una notte, in mare aperto, viene ritrovato nel salone della prima classe, a suonare il pianoforte. Il bambino cresce sul Virginian, amato da tutto l’equipaggio. A 27 anni conosce il nuovo trombettista dell’orchestra, Tim Tooney, che diventerà il suo migliore amico.
Novecento vive per la sua musica, attraverso di essa, lui,  è capace di leggere i segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra  la loro storia. Anche durante la seconda guerra mondiale, Novecento rimane sul Virginian a suonare la sua musica per i soldati feriti in battaglia. Tim, sbarcato nel 1933, viene a sapere che il Virginian verrà fatto esplodere e così si avventura alla ricerca del suo unico amico, che non aveva mai messo piede sulla terra ferma.

Francesca

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