Benvenuto giugno!

Il mio giugno è iniziato sotto una luce diversa, la prospettiva di rivedere la mia famiglia, i miei affetti e la Puglia mi ha dato una sensazione di leggerezza tale da rimandare tanti impegni relativi al blog. Mi sto godendo ogni istante, ogni momento lo vivo come se fosse l’ultimo proprio perché dopo il lockdown mi è rimasto il terrore che tutto si possa rivivere di nuovo e che io possa ritornare nella mia condizione di isolamento. Da qui scaturisce il lieve ritardo nelle pubblicazioni dei post, ma i miei appunti erano già pronti per essere consultati e condivisi con voi.

Ecco le novità di giugno, cosa acquistare o preordinare:

-Fiore di roccia, di Ilaria Tuti;

-I valori che contano, di Diego De Silva;

-Come il mare in un bicchiere, di Chiara Gamberale;

-Ragioni per continuare a vivere, di Matt Heig;

-La principessa d’Irlanda, di Elizabeth Chadwick;

-Giorni e notti fatti di piccole cose, di Tishani Doshi;

-Svelare il Giappone, di Marco Vattani;

-La circonferenza dell’alba, di Federica Brunini;

-2084. La dittatura delle donne, di Gianni Clerici.

Fiore di roccia, di Ilaria Tuti.

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 08 giugno 2020
Pagine: 320 p., Rilegato

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riempiono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione. Risaliamo per ore, nella neve che arriva fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. Il nemico, con i suoi cecchini – diavoli bianchi, li chiamano – ci tiene sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre ci arrampichiamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i «fiori di roccia». Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»

I valori che contano, di Diego De Silva.

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 3 giugno 2020
Pagine: 320 p., Brossura

Eccolo di nuovo tra noi, l’avvocato d’insuccesso piú amato dagli italiani, in compagnia di un nuovo esilarante socio, di una nuova riluttante fidanzata, e dei suoi soliti pensieri inconcludenti. Ed eccolo alle prese con una nuova causa che sembra già pronto a perdere.Se non vi è mai successo di nascondere in casa una ragazza in mutande appena fuggita da una retata in un bordello al quarto piano del vostro palazzo, non siete il tipo di persona a cui capitano queste cose. Vincenzo Malinconico lo è. Dovrebbe sapere che corre un rischio bello serio, visto che è avvocato, e invece la fa entrare e poi racconta pure un sacco di balle al carabiniere che la inseguiva e va a bussargli alla porta. È cosí che inizia I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) , il romanzo in cui Malinconico – avvocato di gemito, piú che di grido – oltre a patrocinare la fuggiasca in mutande (che poi scopriremo essere figlia del sindaco, con una serie di complicazioni piuttosto vertiginose), dovrà affrontare la malattia che lo travolgerà all’improvviso, obbligandolo a familiarizzare con medici e terapie e scatenandogli un’iperproduzione di filosofeggiamenti gratuiti – addirittura sensati, direbbe chi va a cena con lui – sul valore della pena di vivere. Un vortice di pensieri da cui uscirà, al solito, semi-guarito, semi-vincente e semi-felice, ricomponendo intorno a sé quell’assetto ordinariamente precario che fa di lui, con tutti i suoi difetti e le sue inettitudini, una persona che sa farsi voler bene, pur essendo (o forse proprio perché è) un uomo cosí cosí. Eccolo di nuovo tra noi, l’avvocato d’insuccesso piú amato dagli italiani, in compagnia di un nuovo esilarante socio, di una nuova riluttante fidanzata, e dei suoi soliti pensieri inconcludenti. Ed eccolo alle prese con una nuova causa che sembra già pronto a perdere. C’è una ragazza in mutande sul suo pianerottolo, assomiglia a Pippi Calzelunghe senza trecce, trema, gli chiede aiuto. Ma è una bomba a scoppio ritardato. Vincenzo Malinconico prende in mano quella bomba senza pensarci e se la porta dietro fino alla fine, anche quando la malattia irrompe nella sua vita storcendone l’andatura. Perché ai personaggi capita quello che capita alle persone. E quando diventano di famiglia, di libro in libro li vediamo innamorarsi, nascondersi, combattere, ridere, ammalarsi: vivere, in una parola.

Come il mare in un bicchiere, di Chiara Gamberale.

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 25 giugno 2020
Pagine: 96 p.

Parole forti, nuove. Un quaderno che è allo stesso tempo un urlo e un abbraccio.

«L’intenzione di questo mio breve libro, che preferirei chiamare quaderno, non è quella di tediarvi con il diario della mia quarantena, ognuno ha il suo ed è quello il più prezioso. La mia intenzione è quella di arrivare a riflettere insieme su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva che questa incredibile tragedia ci potrebbe suggerire.»

Ci sono persone con un desiderio così forte di assoluto, che si sentono nel corpo come l’immensità del mare dentro a un bicchiere. Ma sanno che quel bicchiere, piccolo fino al ridicolo per il suo compito impossibile, è l’unica occasione per incontrare gli altri, perché qualcuno possa avvicinare le labbra e bere. Persone che di quel limite però continuano a essere insofferenti, a stare male al punto di diventare prigioniere della propria testa. Persone Dentro di Testa, come scrive Chiara Gamberale – “non ho mai sopportato che delle persone con un certo tipo di problemi si dica: fuori di testa”. Persone fondamentalmente smarrite, come sente di essere lei e quegli amici che soprannomina ‘Gli Animali dell’Arca Senza Noè’. Che quando il mondo si è chiuso in casa, contrariamente a chi di solito è capace di vivere, si sono dimostrate fin troppo capaci, senza il peso del Là Fuori, di sopportare questa quarantena. “A che cosa ci riferiamo, quando diciamo: io? A tutto quello che prescinde dal Là Fuori o a tutto quello che lo prevede?” Chiara Gamberale, sempre così pronta a raccogliere la sfida di inventarsi modi speciali per dare voce a ciò che sentiamo, ci consegna ora una testimonianza che è un urlo e una carezza. Pagine forti, nuove, in cui quel disagio diventa, alla luce particolare della pandemia, la chiave per schiudere le fragilità e le risorse di ognuno di noi. Perché quel metro di distanza dagli altri, sia quando si infrange sia quando si rispetta, è comunque “un potere nelle nostre mani”.

Ragioni per continuare a vivere, di Matt Heig.

Traduttore: Elisa Banfi
Editore: E/O
Collana: Assolo
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 4 giugno 2020
Pagine: 288 p., Brossura

Cosa significa sentirsi veramente vivi?

«Uno dei libri più freschi, pratici e lungimiranti sulla depressione» – Sunday Times

«Caro Matt, grazie di essere una forza del cambiamento. Il mondo ha bisogno di te» – Meghan Markle, Duchessa del Sussex

A 24 anni, il mondo di Matt Haig si sgretola. Non riesce a trovare alcuna ragione per vivere. Questa è la storia vera di come è riuscito a superare le sue crisi, venire a patti con la depressione, la malattia che lo ha quasi annientato, imparando a vivere di nuovo. Un’esplorazione toccante, divertente e gioiosa di quello che si può fare per vivere meglio, amare meglio e tornare a sentirsi pienamente vivi. Ragioni per continuare a vivere è molto più di un memoir: è un libro per godere a pieno il tempo che ci è dato sulla terra.

«Quando ero depresso credevo un mucchio di cose brutte, che poi si sono rivelate false. E così il libro ha assunto in buona sostanza la forma di una lettera al me stesso di allora, in cui gli fornivo delle ragioni per vivere. Era una cosa molto personale, ma i lettori ci si sono riconosciuti. Due settimane dopo la pubblicazione il libro era in vetta alle classifiche inglesi (non ero mai stato nella top ten, prima di allora) ed è rimasto tra i best seller per un anno.» (Dalla nuova introduzione di Matt Haig all’edizione italiana)

La principessa d’Irlanda, di Elizabeth Chadwick.

Traduttore: Ilaria Katerinov
Editore: TRE60
Collana: Narrativa TRE60
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 11 giugno 2020
Pagine: 444 p., Brossura

Opulente corti medievali e imponenti fortezze, scogliere a picco sull’oceano e verdi terre d’Irlanda fanno da sfondo a questo avvincente romanzo di Elizabeth Chadwick, che ci regala il ritratto di una nuova eroina, destinata a fare breccia nel cuore di tutti noi.

Figlia prediletta del re, principessa indomita, il destino della Corona è nelle sue maniIrlanda, 1166. Dotata di una bellezza straordinaria, di una voce incantevole e di un’intelligenza fuori del comune, Aoife, figlia di Diarmait, re d’Irlanda, ha soltanto quattordici anni quando suo padre viene deposto ed è costretta a seguirlo in esilio in Inghilterra. Solo conquistando il favore e l’appoggio di re Enrico II, padre e figlia potranno tornare in patria e scacciare i loro nemici. E Diarmait sa che Aoife può avere un ruolo fondamentale nell’impresa. Proprio grazie al suo fascino, infatti, la ragazza riesce a sedurre il sovrano inglese, che accetta di aiutarli. Un’alleanza che li condurrà al carismatico Riccardo di Clare, conte di Pembroke e di Striguil, un giovane al servizio del re, ambizioso e affamato di potere. Diarmait promette a Riccardo ricchezza, terre e addirittura la mano di Aoife in cambio del suo aiuto in Irlanda. Ma Aoife non vuole essere una pedina nelle mani dei potenti: consapevole delle sue doti, sarà lei a voler condurre il gioco, a suo vantaggio e alle sue condizioni…

Giorni e notti fatti di piccole cose, di Tishani Doshi.

Traduttore: Silvia Rota Sperti
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 11 giugno 2020
Pagine: 272 p., Brossura

La storia di una donna, colta in un momento di trasformazione, e sui sacrifici che facciamo per forgiarci delle vite che abbiano un senso, tutto sullo sfondo di un’India autentica, poco raccontata in letteratura.

«Scritto superbamente… un romanzo sui segreti familiari, sul tentare di fare la cosa giusta, e la stringente contingenza della vita con tutte le sue ricchezze e incertezze» – The Times

In fuga da un matrimonio in fallimento, Grace torna a Pondicherry, in India, per cremare la madre. Una volta lì, si ritrova a occuparsi di un’eredità che non si aspettava, una proprietà sulle spiagge di Madras e una sorella che non sapeva di avere: Lucia, nata con la sindrome di Down, che finora ha passato la sua vita in una struttura residenziale. Grace tenta di costruirsi una nuova e incerta esistenza lungo le coste infinite del Tamil Nadu con Lucia, Mallika, una donna del villaggio vicino che viene a fare le pulizie, la divertente e caustica zia Kavitha e una valanga di cani e cuccioli più o meno randagi. I suoi sforzi di farsi casa si dimostrano prima una sfida, poi sempre più estenuanti, per infine scoprire la tenerezza, la furia e lo stupore di una vita con Lucia. Luminoso, divertente, sorprendente e struggente, Giorni e notti fatti di piccole cose è la storia di una donna, colta in un momento di trasformazione, e sui sacrifici che facciamo per forgiarci delle vite che abbiano un senso, tutto sullo sfondo di un’India autentica, poco raccontata in letteratura.

Svelare il Giappone, di Marco Vattani.

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 3 giugno 2020
Pagine: 396 p., Rilegato

Un viaggio ideale nel vero Giappone, che alimenta il mito senza sfatarlo.Per molti, il paese del Sol Levante non è un luogo, è un mito. Nonostante il turismo per il Giappone cresca di anno in anno, le sue isole mantengono un’aura di mistero e irraggiungibilità. Alla creazione del mito contribuiscono la storia e le contraddizioni di un popolo dal carattere cortese ma estremamente riservato, capace di infinita sopportazione e rispettoso di formule e riti millenari. Come gli shōji si aprono e si chiudono creando gli ambienti della casa tradizionale giapponese, così ogni capitolo di questo libro svela, pagina dopo pagina, un mondo di immagini inaspettate, in cui la raffinatezza e l’eleganza convivono con una spietata severità, e l’ordine ossessivo riesce a malapena a trattenere i sussulti di uno spirito intimamente ribelle e selvaggio. Il risultato è un percorso che va dalla nitidezza solare di una bellezza che segue canoni diversi da quelli occidentali fino al buio inquietante del gotico giapponese. Un viaggio ideale nel vero Giappone, che ne alimenta il mito senza sfatarlo.

La circonferenza dell’alba, di Federica Brunini.

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 18 giugno 2020
Pagine: 224 p.

Una vecchia villa sul lago di Como. Tanti barattoli di ricordi da aprire e riordinare. Una mappa sentimentale per ritrovare se stessi e andare incontro al futuro.

I sassi e i cristalli sono conservati in barattoli di vetro, suddivisi per colore. Su ognuno, in pennarello rosso, una data, una frase o un luogo. È così che Giorgia, fundraiser per una Ong che salva le donne e i bambini dalle strade dell’Asia, cataloga i momenti importanti della sua vita, la sua geologia sentimentale. Il sasso a forma di cuore, ricordo del primo incontro dei suoi genitori. La scheggia di roccia bianca della sua nascita. Quella della maturità, di un compleanno, di una vacanza al mare. Il sassolino con cui Alex, il suo primo amore, le ha fatto aprire la finestra del cuore. E il ciottolo grigio e levigato dalle acque pazienti del lago: casa. Dopo anni di lontananza, Giorgia torna nella villa di famiglia sulle rive del Lario per venderla e svuotarla. Ma tra le vecchie stanze e gli oggetti dell’infanzia si annidano ombre e sorprese: Alex, che vive ancora al di là del giardino, ma oggi è un uomo amareggiato e stanco; sua madre, così distante e presa da se stessa; la sorella, moglie irrequieta e mamma di un adolescente che cresce troppo in fretta, e soprattutto l’eco della voce del padre Petar, scomparso vent’anni prima. Personaggio singolare, fuggito dalla Jugoslavia di Tito, scienziato mai sazio di scoperte, che ha plasmato la vita della figlia fra teorie, giochi, esperimenti scientifici e formule, e continua a influenzarla anche con la sua assenza. Davanti a un lago apparentemente immobile, che accoglie e riflette questo variegato paesaggio umano, nulla è come avrebbe dovuto o potuto essere. O forse sì? Che cosa rimane di un padre e dei suoi insegnamenti? E chi è l’eroe: chi resta o chi se ne va? Chi affronta l’ignoto dall’altra parte del mondo o chi si radica per dare consistenza a una storia e a una famiglia? E chi è, infine, più felice? Grazie alla complicità innocente del nipote e all’amicizia con la figlia di Alex, ma soprattutto grazie a un ritrovato dialogo con se stessa, Giorgia proverà a dipanare illusioni e vecchie bugie e a trovare le sue verità. Perché solo quando ci si perdona e ci si accetta con tutto il proprio bagaglio si può crescere, cambiare e, finalmente, vivere.

2084. La dittatura delle donne, di Gianni Clerici.

Editore: Baldini + Castoldi
Collana: Romanzi e racconti
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 4 giugno 2020
Pagine: 160 p., Brossura

Nel 2084 l’umanità, o ciò che ne resta dopo un disastro ambientale e una nuova guerra mondiale, è regredita a una sorta di medioevo bucolico, dove il controllo dell’ordine è affidato a robot e supercomputer, che hanno il compito di assicurare la sopravvivenza della cosiddetta Dittatura Democratica. Nel nuovo regime tutto deve essere funzionale e regolamentato: non si può decidere il proprio destino, il desiderio, la creatività, l’eros sono visti con sospetto. Inoltre esso prevede che gli uomini, i Vires, siano destinati alle mansioni più umili, in attesa che i nuovi robot che vanno perfezionandosi possano prendere il loro posto e soppiantarli una volta per tutte. Sì, perché il sesso maschile è regredito nella scala gerarchica e ora a comandare sono le donne, moderne Amazzoni. Soprattutto, i rapporti fra i sessi sono banditi e ogni forma di riproduzione è rigidamente controllata. In questo scenario distopico, la curiosa e impertinente Evonne, figlia di Livia, artista quieta e remissiva, rimane incinta. Di un uomo. E l’uomo è Vijay, un ragazzo della casta degli Assimilati, una sorta di schiavo con capacità artistiche dirompenti. È così che il sistema entra in crisi, mostrando i suoi limiti e le sue falle. Evonne e Livia si sforzano di nascondere il frutto di quella unione divenuta, ora, nel mondo nuovo, assurda e impensabile, ma quel frutto – la piccola, geniale Irma – incarna il cambiamento che non può essere fermato.

4 Comments

  1. Ciao, io conosco Ilaria Tuti perché ho letto Fiori sopra l’inferno e mi è piaciuto molto. Fammi sapere se vale la pena leggerlo😊😉

    1. Buongiorno, certamente ti farò sapere com’è il libro! Io ancora non ho letto nulla di Ilaria Tuti, ma è in lista.

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