I finalisti del Premio Strega 2020

Già da diversi mesi ho azzardato un pronostico sul vincitore del Premio Strega 2020, ero a circa metà lettura e ho pensato che questo romanzo avrebbe vinto lo Strega. Dal momento che l’anno scorso il mio pronostico si è rivelato attendibile (M, di Antonio Scurati), mi sento di azzardarne un altro: Il colibrì, di Sandro Veronesi.

Non ricordo di aver mai provato un dolore più forte, di quello ho provato leggendo della vita di Marco Carrera. Le ultime pagine le ho lette singhiozzando e asciugando gli occhi ripetutamente. La vera forza sta nel reprimere i cambiamenti dovuti a tutto ciò che non è possibile controllare, la vera forza è esattamente stare fermi pur muovendosi, come un colibrì.

Ecco la sestina, non cinquina quest’anno, di finalisti del Premio Strega:

Il colibrì, di Sandro Veronesi (La nave di Teseo, 210 voti);

La misura del tempo, di Gianrico Carofiglio (Einaudi, 199 voti);

Almarina, di Valeria Parrella (Einaudi, 199 voti);

Ragazzo italiano, di Gian Arturo Ferrari (Feltrinelli, 181 voti);

Tutto chiede salvezza, di Daniele Mencarelli (Feltrinelli, 168 voti);

Febbre, di Jonathan Bazzi (Fandango Libri, 137 voti).

Nella foto: da sin: Gianrico Carofiglio, Gian Arturo Ferrari, Daniele Mencarelli, Valeria Parrella, Jonathan Bazzi e Sandro Veronesi

Sandro Veronesi

Il colibrì

Un romanzo potentissimo che incanta e commuove sulla forza struggente della vita

Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all’indietro… Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d’acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali.

Gianrico Carofiglio

La misura del tempo

Un romanzo magistrale. Una scrittura inesorabile e piena di compassione

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

Valeria Parrella

Almarina

Forse una piccola storia d’amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi

Può una prigione rendere libero chi vi entra? Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso, un’isola nell’isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un’allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell’aula, se alzi gli occhi vedi l’orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire. La libertà di due solitudini raccontata da una voce calda, intima, politica, capace di schiudere la testa e il cuore. Esiste un’isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull’acqua, ed è lí che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti.

Gian Arturo Ferrari

Ragazzo italiano

Ferrari ricostruisce un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese

La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima Rivoluzione industriale della provincia lombarda, il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano socialdemocratica. E insieme Ninni impara a conoscere le insidie degli affetti, la sofferenza, persino il dolore, che si cela anche nei legami più prossimi. Da ragazzino, grazie alla nonna, scopre di poter fare leva sull’immenso continente di esperienze e di emozioni che i libri gli spalancano di fronte agli occhi. Divenuto consapevole di sé e della sua faticosa autonomia, il ragazzo si scava, all’insegna della curiosità e della volontà di sapere, quello che sarà il proprio posto nel mondo. Nella storia di Ragazzo italiano si riflette la storia dell’intero Paese, l’asprezza, la povertà, l’ansia di futuro, la vicenda di una generazione figlia della guerra ma determinata a proiettare progetti e sogni oltre quella tragedia.

Daniele Mencarelli

Tutto chiede salvezza

VINCITORE DEL PREMIO STREGA GIOVANI
Un’intensa storia di sofferenza e speranza, interrogativi brucianti e luminosa scoperta

Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro.

Jonathan Bazzi

Febbre

Un libro spiazzante, sincero e brutale, che costringerà le nostre emozioni a un coming out

Jonathan ha 31 anni nel 2016, un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va più via, una febbretta, costante, spossante, che lo ghiaccia quando esce, lo fa sudare di notte quasi nelle vene avesse acqua invece che sangue. Aspetta un mese, due, cerca di capire, fa analisi, ha pronta grazie alla rete un’infinità di autodiagnosi, pensa di avere una malattia incurabile, mortale, pensa di essere all’ultimo stadio. La sua paranoia continua fino al giorno in cui non arriva il test dell’HIV e la realtà si rivela: Jonathan è sieropositivo, non sta morendo, quasi è sollevato.

Ora non resta che aspettare il 2 luglio, data in cui si saprà il vincitore di questa edizione del Premio Strega. Hanno espresso il proprio voto esclusivamente online 592 tra persone singole e voti collettivi, su 660 aventi diritto (400 Amici della domenica, ai quali si aggiungono 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia, 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma). Da questo scaturisce la votazione aggiunta per ogni titolo della sestina dei finalisti.

Voi quali avete letto? Secondo voi chi vincerà il Premio Strega?

Manu

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