Io che amo solo te, di Luca Bianchini.

Esistono sentimenti che durano nel tempo, perché finisce solo quello che non era e se qualcosa non finisce bisogna dedurne l’autenticità e la capacità di resistere ai cambiamenti che la vita impone.

“Io che amo solo te”, di Luca Bianchini, è un romanzo piacevole e leggero che mette l’accento sui sentimenti e sulla loro persistenza, così come sulla loro debolezza. La narrazione è fresca, frizzante, divertente e caratterizzata da personaggi molto folkloristici, un matrimonio pugliese non poteva essere descritto diversamente!

Vi riporto la trama:

Editore: Mondadori
Collana: Oscar absolute
Edizione: 1
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 maggio 2016
Pagine: 264 p.

Ninella ha cinquant’anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell’uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l’inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c’è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la “First Lady”. È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet “semicascante” della sposa al gran buffet di antipasti, dall’assegnazione dei posti alle bomboniere – passando per l’Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti.

Siamo a Polignano e sta per celebrarsi un matrimonio, quello di Chiara e Damiano. Entrambi sono molto popolari nel loro paese, il loro matrimonio è atteso come se fosse un evento e l’ansia da prestazione è palpabile. Il caso ha voluto che i futuri coniugi siano i figli di un uomo e una donna che si amavano ma che non hanno mai concretizzato la loro relazione con un matrimonio, i pregiudizi e i pettegolezzi dei compaesani hanno contribuito allo sfaldamento di un legame.

Ninella è una donna che vive di rimpianti e vorrebbe che sua figlia Chiara sia felice della sua scelta. Luca Bianchini descrive in modo dissacrante tutto ciò che ruota intorno al matrimonio, definendolo come bellezza senza contenuto. Effettivamente, molti lo intendono come se fosse una piccola fiera delle vanità, ponendo in secondo piano l’aspetto sentimentale.

Anche Damiano vive i suoi piccoli drammi, provocati dalla costante domanda da parte di amici e parenti se fosse sicuro di volersi sposare, ma il vero carico è messo dalla sua ex fidanzata Alessia.

Gli amori vissuti e consumati in questo romanzo sarebbero due, ma io ne ho visto soltanto uno: Ninella, madre di Chiara e Don Mimì, padre di Damiano, si ritrovano dopo anni di silenzi e dopo una rottura che a distanza di anni nessuno dei due ha superato.

Luca Bianchini rende omaggio alla Puglia e alle sue tradizioni in modo pungente ed esilarante, qualche volta esagera ma è solo per enfatizzare sia i punti di forza che di debolezza delle relazioni tra uomini e donne.

Manu

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