Benvenuto settembre!

In un battito di ciglia è arrivato settembre. Il tempo si dilata e si restringe contro ogni logica e in men che non si dica, probabilmente, finirà quest’anno funesto. E’ stato un anno intenso per me, il coraggio di vivere i cambiamenti è stato fondamentale, ma inevitabilmente mi ha fatto vivere un collasso tale da bloccarmi con le letture. Confido in tempi migliori sempre, e so che ritornerò a leggere selvaggiamente e avidamente come ho sempre fatto.

Anche questo mese ho selezionato dei titoli per voi, settembre vede delle novità importanti tra gli scaffali delle librerie: Ken Follett, Massimo Bisotti, Andrea De Carlo, Maurizio De Giovanni e tanti altri. Ecco la prima selezione di titoli che ho fatto per voi:

-Cachemire rosso, di Christiana Moreau;

-Tokyo tutto l’anno, di Laura Imai Messina;

-Chiedimi la luna, di Cristiano Caccamo;

-A un millimetro dal cuore, di Massimo Bisotti;

-Il gorilla ce l’ha piccolo, di Vincenzo Venuto;

-Fu sera e fu mattina, di Ken Follett;

-M. L’uomo della provvidenza, di Antonio Scurati;

-Troppo freddo per Settembre, di Maurizio De Giovanni;

-Parli del diavolo, di Micheal Poore;

-Quello che si salva, di Silvia Celani;

-Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato male, di Dario Matassa;

-Proprio come te, di Nick Hornby;

-Storia di due anime, di Alex Landragin;

-Il gioiello della corona. The Raj Quartet, Vol. 1, di Paul Scott;

-Il grande me, di Anna Giurickovic Dato.

Buona lettura ❤

Cachemire rosso, di Christiana Moreau.

Traduttore: Roberto Boi
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 3 settembre 2020
Pagine: 336 p., Brossura

Nel caleidoscopio di colori del mercato di Ordos, in Cina, ce n’è uno che spicca su tutti. È il rosso, brillante e purissimo, di un maglione di cachemire. Alessandra se ne innamora subito: è quella la perla rara che le permetterà di risollevare le sorti della sua boutique di Firenze. A venderglielo è una ragazza di nome Bolormaa, e lo fa a malincuore. Perché per lei quel maglione è casa. Lo ha infatti realizzato con l’ultima lana del suo allevamento, prima che l’estate troppo torrida e l’inverno eccezionalmente rigido sterminassero il gregge e la costringessero a lasciare la Mongolia. È un incontro fugace, eppure l’immagine di quella signora, libera ed elegante, rimane scolpita nella mente di Bolormaa. A poco a poco, quel ricordo fa maturare in lei il sogno di una nuova vita in Italia. Armata solo del biglietto da visita che Alessandra le ha lasciato, Bolormaa s’imbraca allora in un viaggio rischiosissimo, che la porterà da Pechino a Oulan-Oude, in Mongolia, poi a Mosca lungo la Transiberiana e da lì in Italia, là dove il filo rosso del suo coraggio si ricongiungerà con quello di Alessandra, che ormai sta perdendo la speranza di salvare il suo negozio. E sarà proprio Bolormaa a darle la forza di cambiare un destino che sembra segnato…

Fu sera e fu mattina, di Ken Follett.

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 15 settembre 2020
Pagine: 792 p., Rilegato

17 giugno 997. Non è ancora l’alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell’Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi, che mettono a ferro e fuoco la sua cittadina, distruggendo ogni cosa e uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Edgar sarà costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng’s Ferry. Dall’altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorgerà presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia è ben diverso da quello degli inglesi, la cui società arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritroverà al centro di una brutale lotta per il potere. In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere. Le vite di questi quattro indimenticabili personaggi si intersecano, in un succedersi di continui colpi di scena, negli anni più bui e turbolenti del Medioevo. Questo formidabile romanzo è il prequel della magnifica saga di Kingsbridge amata da milioni di lettori nel mondo. Ken Follett conduce il lettore in un viaggio epico pieno di sorprese, avventura, coraggio, amore, odio e ambizione che termina dove I pilastri della terra hanno inizio.

Tokyo tutto l’anno, di Laura Imai Messina.

Illustratore: Igort
Editore: Einaudi
Collana: Frontiere Einaudi
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 08 settembre 2020
Pagine: XIV-290 p., ill. , Rilegato

Laura Imai Messina, che ci vive da quindici anni e vi ha ambientato i suoi romanzi, ci accompagna in una Tokyo familiare e sconosciuta al viaggiatore occidentale, quotidiana, fatta di stradine nascoste, riti domestici, abitudini secolari e tradizioni modernissime. Tokyo tutto l’anno, arricchito dalle splendide illustrazioni di Igort, è un viaggio sentimentale, autobiografia in forma di città, enciclopedica lettera d’amore a una metropoli e ai suoi abitanti, indimenticabile romanzo di luoghi, personaggi, cibi, leggende, sogni.

«Tokyo sembra sempre in costruzione. Da bruco a farfalla, da farfalla a rondine, da rondine a sasso, da sasso a palazzo, da palazzo a bosco, da bosco a… È in uno stato di infanzia perenne, come una bambina che a guardarla non pare diversa, ma poi confrontandola con le fotografie – l’album aperto una domenica sulle ginocchia – emerge strabiliante nella differenza».«La forma di una città cambia piú veloce di un cuore» diceva Baudelaire. E forse, tra tutte le città, Tokyo è quella che cambia piú velocemente se è vero, come scrive Laura Imai Messina, che l’antica Edo «è in uno stato di infanzia perenne». Laura si trasferí a Tokyo per studiare: pensava sarebbero passati pochi mesi – quanto bastava per perfezionare il suo giapponese – non che sarebbe rimasta piú di quindici anni, e che si sarebbe innamorata perdutamente di una delle città piú affascinanti, labirintiche e seducenti del mondo (oltre che di un ragazzo che sarebbe diventato suo marito). Tokyo non solo è una delle grandi metropoli globali, ma è anche una città densissima di storie, tradizioni, simboli, «segni »: è la città dove usanze secolari vivono accanto ai quartieri degli otaku, gli appassionati di manga e videogame, dove le culture giovanili piú effervescenti del pianeta si muovono nelle stesse strade su cui si affacciano piccoli locali tipici. È una città in cui i ritmi frenetici del lavoro e del commercio si alternano a quelli cadenzati delle stagioni e delle festività, dove il rito ha un’importanza fondamentale perché è il calendario, con le sue feste e la sua memoria, a regolare la vita dei suoi abitanti. Laura Imai Messina racconta Tokyo con uno sguardo unico, a cui la conoscenza delle usanze e delle strade non ha tolto freschezza e curiosità. Un viaggio lungo un anno, da Mutsuki, gennaio, «il mese degli affetti», a Shiwasu, dicembre, «il mese dei bonzi affaccendati», fino al cuore di Tokyo, la «città bambina».

Chiedimi la luna, di Cristiano Caccamo.

Editore: HarperCollins Italia
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 10 settembre 2020
Pagine: 160 p., Rilegato

Aibek appartiene a una famiglia che, di generazione in generazione, si tramanda un lavoro di grande sapienza e abilità: accendere e spegnere la luna. Un compito scrupoloso, fatto di centimetri, per spostare con uno spazzolone granelli di luce sull’esatta porzione da illuminare. Ci vogliono tanta precisione e dedizione, perché è un mestiere solitario, lassù in mezzo all’universo. Quando il padre si ritira, tocca ad Aibek diventare l’artefice di quella magia. Ma la luna è fatta anche di un’ombra scura e il ragazzo non resiste alla tentazione di esplorare quel territorio, ignoto e minaccioso. È così che tutto cambierà. Improvvisamente lui si troverà sulla terra, la “palla bluastra” che ha sempre guardato con curiosità da lassù. Smarrito e spaventato, Aibek vivrà l’avventura di un mondo sconosciuto, senza comprendere lo scorrere del tempo, la pioggia, gli alberi, le strade, gli animali… e l’amore. Sarà Adhara a guidarlo nel caos insensato della vita sulla terra, con la sua forza e la sua fragilità di giovane donna. E Aibek troverà nelle emozioni dell’amore la piena consapevolezza di sé e del suo destino.

A un millimetro dal cuore, di Massimo Bisotti.

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 1 settembre 2020
Pagine: 216 p., Brossura

Si può aver paura della solitudine e al tempo stesso aver paura di essere amati? Se lo sta chiedendo Meg, sola in una casa ormai vuota. Demian, lo scrittore e l’uomo con cui ha vissuto gli ultimi due anni se n’è andato senza darle nessuna spiegazione: solo i suoi scritti a parlare per lui. Da tempo la loro storia aveva iniziato a logorarsi, fra abitudine, noia e disillusione, eppure Meg non era preparata a un distacco. Per una vita era stata lei ad andarsene, incapace di cedere del tutto ai sentimenti e convinta che ognuno dovesse farcela da solo, e ora si trovava a fare i conti con l’abbandono. Meg aveva conosciuto Demian mentre lui era in coma, in seguito a un drammatico incidente. Al risveglio, lui era riuscito a liberarla da un sentimento che era diventato un chiodo fisso, quello per George Cabot, un uomo immaginario che aveva conosciuto solo in sogno. Si era fissata con l’idea di poterlo incontrare nella sua realtà, innamorata dell’amore perfetto e utopistico, ma si era poi disillusa. George Cabot altro non era che il personaggio di un libro di Demian. Con pazienza e cura, Demian l’aveva strappata a quell’illusione e le aveva regalato una storia vera, concreta, tacendole tuttavia molti dettagli del suo passato. Ora che è sparito Meg è frastornata e non sa cosa fare. È il momento di pensare a se stessa o di alimentare la speranza che Demian ritorni? E se per una serie di strane coincidenze si accorgesse della reale esistenza di George Cabot? Cosa cambierebbe nel suo instabile cuore? Con A un millimetro di cuore Massimo Bisotti ci fa un grande regalo. Tornano infatti i protagonisti de La luna blu – il romanzo che lo ha fatto conoscere e amare al pubblico – con una storia d’amore che sussurra al cuore di ognuno di noi.

Il gorilla ce l’ha piccolo, di Vincenzo Venuto.

Illustratore: Nicoletta Pucci
Editore: HarperCollins Italia
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 3 settembre 2020
Pagine: 250 p., ill. , Brossura

La guida definitiva alla sessualità degli animali, umani inclusi, che parte dal comportamento degli (altri) animali e ci fa capire qualcosa anche sulla nostra specie.Tra gli impulsi del regno animale probabilmente nessuno è potente quanto quello sessuale. Non si tratta soltanto di un istinto naturale, ma di una forza che ha un ruolo centrale nella sopravvivenza e nell’evoluzione delle specie. Tanto che, accanto al notissimo concetto di selezione naturale, Charles Darwin aveva formulato anche quello di “selezione sessuale”. Perché, ovviamente, il sesso non è una prerogativa solo umana, ma, tra tante differenze e altrettante analogie, accomuna tutte le specie animali. Così Vincenzo Venuto, biologo ed etologo accompagna il lettore in un meraviglioso viaggio attraverso il regno animale e ci fa capire la seduzione tramite cervi e pesci-palla, la fedeltà con i pappagalli, il corteggiamento con i delfini, l’atto sessuale con coralli, pipistrelli e salmoni, toccando, con esempi fantastici e numerosi, tanti altri temi, tra cui il tradimento, l’omosessualità, l’organizzazione sociale e perfino il lutto, nel commovente capitolo finale, attraverso gli elefanti. Senza trascurare di raccontare il comportamento di società umane vicine, come gli adolescenti di Milano, o lontane, come “gli uomini parrucca” della Papua Nuova Guinea e i pigmei Bayaka, o addirittura di un’altra specie umana, come il cosiddetto “uomo di Neanderthal”. Tratto dal podcast di straordinario successo e impreziosito dalle illustrazioni di Nicoletta Pucci, “Il gorilla ce l’ha piccolo” è un libro sorprendente e indimenticabile. Con dolcezza e ironia, un grande bagaglio di conoscenze e la capacità di condividerle, tra una curiosità, un racconto e un collegamento spiazzante, Vincenzo Venuto incanta chi legge, appassiona e fa riflettere, rivelandoci molte cose inattese e profonde sugli animali, e su quell’animale particolare che siamo noi esseri umani.

Troppo freddo per Settembre, di Maurizio De Giovanni.

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 15 settembre 2020
Pagine: 280 p.

Indomabile, bellissima, determinata e, a suo modo, inconsapevole: Mina Settembre è un altro grande personaggio femminile creato da Maurizio de Giovanni.

Cacciarsi nei guai, poi, quando tutto sembra perduto, risolvere la situazione con un colpo di genio e una buona dose di follia: non fa altro Gelsomina Settembre, detta Mina, tanto coscienziosa quanto incantevole – e suo malgrado provocante – assistente sociale presso il Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest (per inciso, del Consultorio Est non c’è traccia). Sempre per una buona causa, però, per correre in aiuto di chi è stato meno fortunato di lei, cresciuta fra gli agi dell’alta borghesia, senza problemi a parte una madre e un fisico «ingombranti». Poco importa se, come accade in questo freddo gennaio, ciò significa mettersi contro una famiglia dal nome pesante, di quelle che nei vicoli della città vecchia decidono ogni cosa. Mina non si tira indietro, anzi, trascina con sé – in una missione di soccorso che corre parallela alle indagini della magistratura, condotte da una sua vecchia conoscenza – le amiche piú care. E due uomini resi temerari solo dall’adorazione che hanno per lei.

Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato male, di Dario Matassa.

Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 15 settembre 2020
Pagine: 288 p., Rilegato

L’esordio in libreria di Dario Matassa, voce giovane e profonda molto seguita sul web, è una raccolta di racconti sull’amore oggi, inconsapevole e sospeso, romantico e malinconico.

E siamo solo noi, appesi l’un l’altro nel vuoto più immenso.

Le storie d’amore nascono quando ancora non possiamo definirle. Con l’impazienza di scoprire le carte e smettere di giocare all’indifferenza, con un invito tanto atteso per un caffè, con un desiderio annegato in un bicchiere di spumante, quando alla fine della festa tutti se ne sono andati. È un’intuizione che diventa evidenza, una scommessa ancora da vincere. Senza nemmeno accorgersene, ci si ritrova a diventare un noi: due intenti si uniscono, due vite si incastrano. Un incontro casuale svela l’inizio di qualcosa che al caso non lascia niente. Ma non tutte le storie d’amore sono destinate a durare. Arriva il giorno dei dissesti, degli urti, delle crisi. Piccole crepe come quelle che ti si formano dentro quando ti senti dire: «Dobbiamo parlare». Quando speri che quel messaggio inviato riceva finalmente una risposta, che le discussioni finiscano con la stessa trepidazione con cui attendi l’uscita dell’autostrada quando vai al mare. Quegli ultimi istanti rimangono incastrati in una dedica a pennarello sul finestrino di un autobus, nell’etichetta di una bottiglia bevuta per dirsi addio una volta per tutte. E quel presente che tanto abbiamo amato diventa un passato che difficilmente potrà fare ritorno.

M. L’uomo della provvidenza, di Antonio Scurati.

Editore: Bompiani
Collana: Narratori italiani
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 23 settembre 2020
Pagine: Brossura

Il cammino di M. Il figlio del secolo – caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell’autocoscienza nazionale – prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell’oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell’epoca.

All’alba del 1925 il più giovane presidente del Consiglio d’Italia e del mondo, l’uomo che si è addossato la colpa dell’omicidio di Matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. Benito Mussolini, il “figlio del secolo” che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell’ufficio del Popolo d’Italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un’ulcera che lo azzanna da dentro. Così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da Scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. M. non è più raccontato da dentro perché diventa un’entità distante, “una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta”. Attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. Il Duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande Storia. A dirimere le beghe tra i gerarchi mette Augusto Turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso Margherita Sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia Edda dandola in sposa a Galeazzo Ciano; affida a Badoglio e Graziani l’impresa africana, celebrata dalla retorica dell’immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all’orrore dei gas e dei campi di concentramento. Il cammino di M. Il figlio del secolo – caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell’autocoscienza nazionale – prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell’oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell’epoca. Fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando M. fa innalzare l’impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future.

Parli del diavolo, di Micheal Poore.

Traduttore: Gianluca Fondriest
Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 16 settembre 2020
Pagine: 416 p.

È fatto di legno. Cucina un ottimo gumbo. Le mucche lo adorano. Vive la prima storia d’amore del mondo… e ha avuto il primo cuore spezzato della storia. Dall’autore di Reincarnation Blues, un altro romanzo esilarante e intelligente.

«Per certi versi una favola, per altri un deformato diario di viaggio nella storia, Parli del diavolo è un romanzo d’esordio affascinante costruito attorno alla domanda finora senza risposta: e se Satana non fosse poi un tipo così malvagio? Non so da dove sia uscito Michael Poore, ma sono contento che sia comparso» – Patrick deWitt, autore del bestseller “The Sisters Brothers”

Fate la vostra conoscenza con il cupo e affascinante John Scratch, meglio conosciuto come il Diavolo. Dal momento in cui il suo vero amore, un altro angelo caduto di nome Arden, ha deciso che la Terra era un po’ troppo terrificante e violenta, John Scratch ha cercato di convincerla a tornare da lui e a rinunciare al perdono divino del Cielo. Purtroppo né le meraviglie dell’Egitto, né la gloria di Roma sono state sufficienti per trattenerla sulla Terra, ma il Diavolo è convinto di aver trovato un nuovo Eden: l’America. John Scratch approfitta della ricchezza di questa Arcadia mentre la modella in una nazione a sua immagine e somiglianza. Poi, in una notte buia alla fine degli anni Sessanta, incontra tre musicisti in rovina e fa con loro un patto. In cambio delle loro anime garantirà fama, ricchezza e la possibilità di rendere il mondo un posto migliore…

Quello che si salva, di Silvia Celani.

Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 17 settembre 2020
Pagine: 288 p., Rilegato

Abbiamo una vita sola per essere ciò che vogliamo. Solo un passo divide Giulia dalla vetrina. Un passo che, però, le sembra il più lungo che abbia mai fatto in vita sua. Dietro il vetro, c’è un oggetto che non vede da tanto tempo, ma la cui immagine è impressa a fuoco dentro di lei. Per tutti è una semplice trottola, ma per Giulia rappresenta l’attimo in cui il mondo si è fermato, lasciandola in bilico sull’abisso. Ora è di nuovo davanti ai suoi occhi. All’improvviso rivede sé stessa giovane. La ragazza che nel 1943, nei mesi dell’occupazione tedesca di Roma, ha trovato il coraggio di combattere per la libertà, di impugnare una pistola per reagire all’orrore nazista, di premere il grilletto con le mani che fino al giorno prima sfioravano con delicatezza i tasti di un pianoforte. Come se fosse l’unica scelta possibile, come se un’altra strada non fosse percorribile. Accanto a lei, Leo e il loro amore, nato nei rifugi in cui sono stati costretti a nascondersi e tra gli abbracci per superare la paura. Leo che una notte le ha detto che, qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe dovuto custodire la trottola che le aveva mostrato. Un oggetto che, per lui, significava moltissimo. Così nulla sarebbe mai cambiato tra di loro. Quando, dopo una retata, Giulia ha perso le sue tracce, non è più riuscita a ritrovare la trottola. Quel giorno tutto ha smesso di girare. E adesso eccola di fronte a lei, dietro quella vetrina. Giulia deve scoprire come sia finita lì. C’è un’unica persona a cui è pronta a raccontare la propria storia: Flavia, che ha cresciuto come fosse una nipote. Perché sappia che non è vero che i vuoti lasciati dalle persone che abbiamo amato non si riempiono più. In realtà sono sempre colmi della loro presenza: bisogna solo non aver paura di ascoltare.

Proprio come te, di Nick Hornby.

Traduttore: Elettra Caporello
Editore: Guanda
Collana: Narratori della Fenice
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 17 settembre 2020
Pagine: 368 p., Brossura

Nick Hornby ci racconta, con la sua ironia sempre carica di profondità, che c’è un modo per vivere nelle differenze, per superare i pregiudizi, in amore come in politica. E che per fare un pezzo di strada insieme forse non è necessario, e nemmeno desiderabile, trovare qualcuno che sia proprio come te.

«Hornby è il poeta del quotidiano» – The Observer

Lucy è un’insegnante di lettere, quarantaduenne, con due figli e un ex marito che con molta difficoltà cerca di essere almeno un padre decente. L’amica Emma le invidia la sua condizione di single, che – immagina – le consentirà ben presto di fare sesso con una persona con cui non l’ha mai fatto prima, e si impegna instancabilmente nel darle consigli non richiesti. Ma Lucy non è pronta per una nuova storia, o forse non ha nessuna voglia di cominciarne una con un uomo che, sulla carta, sarebbe perfetto per lei: divorziato, bianco, colto, di mezza età. Passa senza convinzione da un deprimente appuntamento al buio a una cena con uno scrittore un po’ troppo pieno di sé. Finché nella sua vita entra Joseph. È il ragazzo che lavora al banco della macelleria, ma fa anche il babysitter e l’allenatore di calcio. Però il suo sogno è diventare deejay. È troppo giovane per Lucy. È di colore. Ah, e forse voterà a favore della Brexit. Insomma, Joseph e Lucy non potrebbero essere più diversi, quindi tra loro non funzionerà mai. O invece sì? Sullo sfondo di una storia d’amore piena di colpi di scena, arricchita da personaggi irresistibili perché incredibilmente veri, c’è la Londra divisa dalla scelta sull’Europa, che sembra spaccare il mondo in due: in famiglia, sul lavoro e in tutte le relazioni. Nick Hornby ci racconta, con la sua ironia sempre carica di profondità, che c’è un modo per vivere nelle differenze, per superare i pregiudizi, in amore come in politica. E che per fare un pezzo di strada insieme forse non è necessario, e nemmeno desiderabile, trovare qualcuno che sia proprio come te.

Storia di due anime, di Alex Landragin.

Traduttore: Claudine Turla
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 17 settembre 2020
Pagine: 400 p., Brossura

Una storia iniziata più di due secoli fa (e non ancora finita). Sette vite. Tre manoscritti «impossibili». Due anime che si cercano. Un assassino.

Gli occhi sono una porta. Noi possiamo aprirla.

A Parigi, una ricca collezionista incarica un uomo di rilegare insieme tre manoscritti, composti in epoche diverse e da mani diverse. A una condizione: non leggerli. Ma quando viene a sapere che la donna è morta – qualcuno dice assassinata – il rilegatore rompe la promessa. Rimane così colpito – e turbato – dalla lettura dei manoscritti che decide di pubblicarli col titolo di Storia di due anime.
L’educazione di un mostro. Dopo essere stato investito da una carrozza, Charles Baudelaire viene soccorso e portato in una villa subito fuori Bruxelles. Anche se lui non l’ha mai vista, la misteriosa padrona di casa dimostra di conoscere il suo passato fin troppo bene. E gli fa una proposta inquietante…
La città fantasma. A Parigi, davanti alla tomba di Baudelaire, un uomo e una donna s’incontrano per la prima volta. Lui è un rifugiato tedesco, lei – Madeleine –, un’enigmatica appassionata di poesia. Con l’esercito nazista ormai alle porte, la città viene evacuata, ma i due decidono di restare. E, in quei giorni di passione, Madeleine gli racconta una storia incredibile: la storia di due anime che si perdono e si ritrovano da quasi due secoli. E poi gli chiede di partecipare a un’asta, dove si venderà il manoscritto di un racconto inedito di Charles Baudelaire, L’educazione di un mostro. L’uomo la asseconda, rimanendo così invischiato in una serie di brutali omicidi che sembrano portare la firma dell’esclusiva – ed elusiva – Société Baudelaire…
I racconti dell’albatro. È la storia di Alula, colei che ricorda, e di Koahu, colui che dimentica. Una storia che comincia al tramonto del XVIII secolo, in una sperduta isola del Pacifico, e si dipana fino ad arrivare a Parigi, nel 1940, davanti alla tomba di Charles Baudelaire, dove il cerchio si chiude. O forse no… Un romanzo nel romanzo, in cui le tre storie possono essere lette una dopo l’altra oppure seguendo una sequenza alternativa di capitoli. Due esperienze di lettura, un’unica, eccezionale avventura letteraria.

Il gioiello della corona. The Raj Quartet, Vol. 1, di Paul Scott.

Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 17 settembre 2020
Pagine: 600 p.

Amori, segreti, rivolte e complotti sullo sfondo di un affresco storico di grande impatto che mostra in maniera dirompente il razzismo, l’ingiustizia sociale ma anche la forte crisi politica e identitaria di due paesi dai destini intrecciati: India e Inghilterra. Paul Scott, vincitore del Man Booker Prize, torna nelle librerie italiane con Il gioiello della corona, primo capitolo di The Raj Quartet: la sua opera più celebre, definita il Guerra e pace anglo-indiano, in una nuova, brillante traduzione.

«La straordinaria opera di Scott è al tempo stesso un’illuminante finestra su un momento storico fondamentale e una guida per il nostro presente turbolento» – The New York Times

«Una pietra miliare della narrativa postbellica» – The Times

«Un trionfo. “Il gioiello della corona” procede con forza, con urgenza. Oltre a essere un narratore di talento, il signor Scott usa le sue notevoli abilità tecniche per ritrarre un luogo e un tempo, una società e le sue disposizioni sociali, che ora sono storia » – The New Yorker

«È certamente uno dei più grandi lavori di Paul Scott ed è già stato stabilito come lui sia un romanziere raffinato e profondo» – Kirkus Reviews

India, 1942. La seconda guerra mondiale ha mostrato che l’Impero britannico non è invincibile: la frattura con l’India – il gioiello della corona imperiale – si sta facendo sempre più profonda e pericolosa, mentre gli indipendentisti ingrossano le loro fila. In questo clima carico di tensioni e contraddizioni vive la giovane inglese Daphne Manners, che si è da poco trasferita nella cittadina di Mayapore. Qui ha conosciuto il bellissimo Hari Kumar, ragazzo intelligente e colto che come lei è nato e cresciuto in Inghilterra, ma è indiano; per questo, i due sono costretti a tener segreto il loro amore. Una notte, dopo un incontro appassionato con Hari nei giardini di Bibighar, Daphne viene sorpresa da un gruppo di uomini e violentata: per la polizia, guidata dal sovrintendente Merrick, questa è l’occasione ideale per stringere il pugno di ferro sulla popolazione locale. A partire dalla missionaria Miss Crane, insegnante da sempre vicina alla causa indiana che si trova spiazzata e incapace di agire di fronte all’aggressività degli scontri, tutti i membri della comunità di Mayapore dovranno fare i conti con questo e altri crimini violenti. Amori, segreti, rivolte e complotti sullo sfondo di un affresco storico di grande impatto che mostra in maniera dirompente il razzismo, l’ingiustizia sociale ma anche la forte crisi politica e identitaria di due paesi dai destini intrecciati: India e Inghilterra, gioiello e corona, stretti nel soffocante abbraccio imperiale.

Il grande me, di Anna Giurickonvic Dato.

Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 10 settembre 2020
Pagine: 220 p.

Un libro forte, che parla all’animo del lettore senza paure e senza reticenze, raccontando la storia di una famiglia rivoluzionata dalla notizia di una fine imminente e dalla scoperta di un segreto mai svelato, ma soprattutto la storia di una figlia costretta a fare i conti, ancora molto giovane, con il dolore di una grande perdita.

Simone, davanti alla consapevolezza di una morte certa, viene raggiunto a Milano dai suoi tre figli, dopo molti anni di lontananza. È l’inizio di un periodo doloroso, ma per Carla si tratta anche dell’ultima occasione per recuperare del tempo con suo padre. Simone, angosciato dal pensiero di aver fallito e di non poter più cambiare il suo passato, ripercorre le tappe della propria eccentrica esistenza, vissuta con grande passione e voracità. Mentre la sua lucidità mentale vacilla sempre più, vuole usare il poco tempo che gli resta anche per rimediare a vecchi errori e confessa ai figli un segreto. In Carla e i suoi fratelli riaffiorano ricordi di anni lontani, i momenti dell’infanzia in cui la famiglia era ancora unita e quelli legati alla separazione dei genitori, nel tentativo di ricostruire una verità dai contorni sempre più incerti. I ragazzi non possono far altro che assecondare il padre, tra realtà e delirio, mentre la malattia si dilata richiedendo sempre più attenzioni e occupando la totalità delle loro giornate. Inizia così una ricerca – anche interiore – dai risvolti inaspettati, che porterà Carla e la sua famiglia a scontrarsi con un’ulteriore dura realtà, oltre a quella della vita e della morte. Sarà un confronto necessario, che Carla ha cercato e allo stesso tempo sfuggito per anni, ma che ora dovrà affrontare con tutta la forza di cui è capace. Dopo il sorprendente esordio con La figlia femminah, Anna Giurickovic Dato torna con un romanzo crudo, sincero e a tratti destabilizzante, una riflessione profonda sulla figura del padre, capace di emozionare e far riflettere. Il grande me è un libro forte, che parla all’animo del lettore senza paure e senza reticenze, raccontando la storia di una famiglia rivoluzionata dalla notizia di una fine imminente e dalla scoperta di un segreto mai svelato, ma soprattutto la storia di una figlia costretta a fare i conti, ancora molto giovane, con il dolore di una grande perdita.

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