Il gigante sepolto, di Kazuo Ishiguro.

Il quarto romanzo letto in questa prima metà di ottobre segna il mio ritorno alla penna degli autori giapponesi. Non resisto, devo spesso leggere questa tipologia di romanzi, la cui delicatezza e dolcezza si ritrova ad essere sempre spiazzante.

Questa volta ho letto un romanzo di Kazuo Ishiguro, l’autore di “Non lasciarmi”, un romanzo un po’ fantasy, un po’ storico, un po’ gotico, che punta tutto sul valore della memoria come condizione fondamentale per mantenere o cancellare la pace. Davvero bisogna dimenticare per poter perdonare qualcuno? Il perdono richiede un intervento così drastico come la perdita della memoria? “Il gigante sepolto” conduce lentamente e dolcemente in quest’oblio, in un luogo fantastico i cui sortilegi si rivelano impossibili da annullare. Merlino, Artù, un drago e un gigante sepolto, ma non solo… Axl e Beatrice andranno alla ricerca del loro passato, doloroso ma dimenticato.

Vi riporto la trama:

Traduttore: Susanna Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 ottobre 2016
Pagine: 320 p., Brossura

Per il suo settimo romanzo Ishiguro torna ai temi a lui da sempre cari – la fallibilità e il ruolo della memoria, la dimensione onirica e quella nostalgica dell’esistenza, il dolore della vecchiaia e della perdita – ma lo fa qui scegliendo una forma inedita e quanto mai sorprendente.

«Un’intensa indagine sulla memoria e sulla colpa, ma anche un racconto di straordinarie atmosfere, una storia di travolgente leggibilità da divorare tutta d’un fiato. Un romanzo doloroso e bellissimo sul dovere del ricordo e il bisogno dell’oblio». – Alex Preston, The Guardian

Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l’origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti – il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re – e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l’aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig…

“Il gigante sepolto” ha tutte le carte in regola per rapire il lettore, con la sua narrazione lenta e dolce riesce a far cogliere ogni sfumatura sia dei protagonisti che dei personaggi secondari. L’atmosfera è quel giusto compromesso tra mitologia e storia, l’ombra di Re Artù e il sortilegio di Merlino mi hanno fatto letteralmente incollare al libro! Ma, il tema principale è la perdita della memoria come condizione necessaria per mantenere la pace, chi ricorda non può non portare rancore.

Invoco spesso un’amnesia per non poter ricordare le situazioni più spiacevoli e trovandomi completamente avvolta dall’atmosfera del romanzo, ho compreso che è realmente così: non si può perdonare e avere una buona memoria. Non si tratta di nient’altro che di un anestetico, ma il dolore si sveglia appena ne passa l’effetto. La differenza la fanno i sentimenti, se sono forti la memoria è fine a sé stessa, così come nel caso di Axl e Beatrice, il loro amore è più forte di qualunque incomprensione o dolore. Il loro viaggio alla ricerca di un figlio che ricordano appena è tutto da leggere. Una strana nebbia provoca una perdita quasi totale della memoria, ma si tratta di una perdita consapevole. Gli abitanti del luogo sanno benissimo di aver rimosso parte delle loro vite, sanno anche del sortilegio di Merlino, che non è altro che il prezzo da pagare per mantenere una pace duratura.

Si può sacrificare la memoria in nome della pace? Kazuo Ishiguro lancia questa dolce provocazione, ma dona anche un romanzo magico e completo.

Manu

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