I dolori del giovane Werther, di Johann Wolfgang Goethe.

“Ho tanti sentimenti in me e l’immagine di lei sovrasta tutti; ho tante cose e senza lei ogni cosa si dissolve.”

Per sfuggire dalle angosce del presente ho sempre avuto un rimedio infallibile: leggere un classico della letteratura. I classici hanno un fascino senza tempo e una inconsapevole attualità, che li rende sempre adatti alla lettura in qualunque momento della vita. Vista l’aurea di pessimismo cosmico che aleggia sopra di me, ho pensato bene di leggere “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe.

Vi riporto la trama:

Traduttore: Angelo G. SabatiniAnnamaria Pozzan
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Alphabet
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 settembre 2016
Pagine: 160 p., Rilegato

I dolori del giovane Werther è il più famoso romanzo d’amore della letteratura tedesca. In forma epistolare rispecchia la storia vera dell’innamoramento del giovane Goethe per Lotte Buff, riplasmata nell’amore impossibile e infelice tra Werther e Carlotta, che diventerà moglie fedele di Alberto. Ma il Werther rappresenta molto di più. Un’opera romantica, religiosa, filosofica, sociale, e persino politica; un documento letterario ma anche morale sulla borghesia in Germania, pochi anni prima dello scoppio della Rivoluzione francese. Premessa di Emanuele Trevi, introduzione di Giorgio Manacorda.

Esistono poche situazioni che fanno aumentare la soglia del dolore emotivo, quello che fa sanguinare il cuore e toglie la lucidità mentale, e uno di questi è l’amore non corrisposto. Non ho mai immaginato un disagio emotivo più grande di questo, fa scattare subito la sensazione di inadeguatezza, fa nascere il senso di inferiorità e non fa desiderare altro di quello che non si può avere. Il giovane Werther racconta in forma epistolare la storia di un amore non corrisposto, sebbene si tratti di una narrazione autobiografica dell’autore circa l’amore non corrisposto da parte di Charlotte Buff.

“Come sono aridi i miei sentimenti; nemmeno per un istante il mio cuore è felice, non ho un’ora di beatitudine! Niente! sto come davanti ad una cassetta di curiosità, guardo piccoli uomini e cavallini sfilarmi davanti e spesso mi domando se non si tratti di illusione ottica. Mi diverto con gli altri, o meglio sono costretto a recitare come una marionetta, e talvolta stringendo la mano di legno del mio vicino rabbrividiscono. La sera mi riprometto di rivedere il levar del sole, e il mattino seguente non mi muovo affatto dal letto; il giorno mi ripropongo di osservare il chiaro di luna, e poi rimango immobile nella mia stanza. Non so precisamente perché mi alzi, perché vada a dormire. Mi manca il lievito che metta in fermento la mia vita; è svanito il fascino che mi teneva desto fino a tarda notte; è finito l’incanto che al mattino mi destava dal sonno.”

E’ un romanzo intenso, tragico, dal triste epilogo, ma riesce perfettamente a esprimere le sensazioni dell’amore non corrisposto e dell’illusione di poter essere amati. Sebbene ne abbia apprezzato la storia, non è stata la lettura giusta per risollevarmi dal baratro in cui sono precipitata.

Se dovessi pensare a Goethe come autore, e identificarlo con un titolo, resterebbe senz’altro “Le affinità elettive”. Cosa ne pensate di questo romanzo? E’ lecito struggersi così per un’amore non corrisposto?

Manu

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