Alice nel paese delle meraviglie, Alice attraverso lo specchio, di Lewis Carroll.

C’era un volta un professore di matematica con la passione della scrittura, il suo nome era Charles Lutwidge Dogson e si divertiva a raccontare delle favole a tre bambine, dedicate a una in particolare: Alice. Così nasce uno dei romanzi più complessi della letteratura, ricco di corrispondere tra realtà e fantasia, tra saggezza e follia, in cui tutto perde completamente il senso a cui siamo abituati.

Dimenticate cosa avete visto con il cartone animato Disney, dimenticate anche la trasposizione cinematografica di Tim Burton. La vera Alice e il suo paese delle meraviglie, lo troverete soltanto leggendo il romanzo.

Vi riporto la trama:

Traduttore: A. Valori Piperno
Editore: Newton Compton Editori
Collana: I MiniMammut
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 28 maggio 2015
Pagine: 219 p., ill. , Rilegato

A oltre un secolo dalla sua pubblicazione, Alice, come romanzo e come personaggio, conserva ancora intatta tutta la sua freschezza, incantando non solo i più giovani ma anche gli adulti, che nel suo mondo meraviglioso scoprono un altro sé, pronto a sfidare ardui giochi linguistici, entusiasmanti trucchi psicologici, situazioni impossibili che mettono in discussione la realtà e svelano l’irresistibile fascino dell’assurdo. In un romanzo in cui la sospensione dell’incredulità è d’obbligo, il gusto del gioco non può essere dimenticato e va riscoperto con occhi che sappiano guardare al di là del consueto. Perché qui è l’essenza della vita, e forse tra i sogni segreti di tanti c’è proprio la tana di un coniglio bianco in cui perdersi, uno specchio al di là del quale riscoprire la bellezza della vita reale. È letteratura per ragazzi? È un libro da leggere punto e basta. Premessa di Simona Vinci, introduzione e note di Paola Faini. Età di lettura: da 11 anni.

“Alice nel paese delle meraviglie” è un romanzo a tutti gli effetti, in cui non ho rivisto quasi nulla della versione animata Disney e della versione cinematografica di Tim Burton. Con enorme dispiacere ho visto mancare in entrambi i casi, i miei personaggi preferiti all’interno del romanzo, come la Duchessa, colei che prova a insegnare alla bambina cosa sia la saggezza.

La tana del coniglio non rappresenta altro che la fuga dalla realtà, e Alice percorre le vie del paese delle meraviglie con la sua saccenza e indisponenza: si ritrova a essere sempre oggetto di rimproveri, di frasi contrariate e le sue domande non vengono accolte con entusiasmo, anzi tutt’altro.

Nel primo romanzo, “Alice nel paese delle meraviglie”, si trova la caduta nella tana del coniglio, il lago di lacrime, la corsa (maratonda), il the con il Cappellaio matto e la Lepre Marzolina, la Regina e il Re di cuori. Non solo questo, in realtà dopo aver giocato a croquet con la Regina, incontra la Finta Tartaruga, uno dei personaggi più strani e contorti del romanzo. Per ultimo, il processo al fante accusato di aver mangiato delle paste.

Quello che ho apprezzato più di questa traduzione sono state le note inserite dal traduttore, in cui spiega i significati nascosti tra le righe e i giochi di parole che non rendono in italiano, ma assumono un reale significato solo nella lingua inglese.

“Alice attraverso lo specchio”, invece, mi ha fatto capire che la versione animata Disney ha fuso entrambi i romanzi. Tim Burton invece, credo abbia dato un’immagine a un suo incubo su Alice, in cui è evidente che Alice non sarà mai adolescente ed è evidente che non esiste nessun Ciciarampa. Peccato… Peccato, perché poteva essere una buona occasione per approfondire meglio alcuni aspetti del romanzo, più complessi da inserire in un cartone animato.

Fatta questa premessa, io vorrei scandagliare entrambi i romanzi estremamente complessi e ricchi di figure retoriche: la vita, il sogno, la fantasia, l’assurdo, la crudeltà, anche la tristezza provocata dalla ricerca estenuante di una corrispondenza con la realtà, o con una presunzione di realtà.

Interessante è lo spostamento di Alice sulla scacchiera, per ogni casella incontra un personaggio diverso, anche se resterà sul lato di Donna incontrando la Regina nera e Regina bianca. Altro, purtroppo, non mi ha particolarmente entusiasmato così come il primo libro.



Ultimo, ma non per importanza, è il senso del romanzo che io racchiudo nell’incontro di Alice con il Bruco: “Chi sei?” è la domanda più difficile a cui rispondere, soprattutto se la risposta va cercata in un mondo dove tutto è illogico e assurdo, ma forse solo così si può capire quale sia la vera essenza e dare una risposta che possa valere sia nel mondo reale, che in un mondo immaginario.

Manu

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