Atti osceni in luogo privato, di Marco Missiroli.

Alcune volte i libri hanno bisogno di essere letti al momento giusto, il tempismo gioca un ruolo da non sottovalutare. Quando ho provato a leggere la prima volta “Atti osceni in luogo privato”, di Marco Missiroli non ero ancora pronta, mi sono fermata presto perché non volevo farmi un’idea sbagliata. Poche settimane fa, invece, l’ho ripreso e finalmente letto. Ne ho apprezzato ogni singola parola e ho capito quanto possa essere complesso diventare uomo, vivere da essere umano di sesso maschile è l’antitesi dell’essere uomo, del seguire le proprie idee e del coltivare le proprie passioni. Gli sconvolgimenti ormonali, sentimentali ed esistenziali coinvolgono anche gli uomini, in un modo altrettanto articolato rispetto al mondo femminile.

Vi riporto la trama:

Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 aprile 2016
Pagine: 256 p., Brossura

Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò, così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine, è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell’amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all’osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle “trentun tacche” delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.

Libero è un adolescente che vive a Parigi. Inizia ad ascoltare i propri impulsi sessuali, prova attrazione verso le donne ma una in particolare, gli fa sentire delle sensazioni a lui sconosciute. Il suo percorso di crescita lo porterà a incrociarsi con questa donna, che gli consiglia la lettura di alcuni romanzi e cerca di aiutarlo nel comprendere i suoi cambiamenti. E’ molto carismatico suo padre, che con i suoi occhiolini e con le battute stringe un’alleanza tacita con il figlio, sigillando una complicità che possono avere solo due uomini tra loro.

Il suo primo amore gli farà conoscere la gelosia e l’insicurezza, fino al punto in cui non metterà fine anche a questo trasferendosi in Italia. Per ogni fine c’è un nuovo inizio, infatti, a Milano incontrerà l’amore della sua vita e protagonista della sua nuova dimensione di uomo.

Marco Missiroli narra con forza e delicatezza un mondo che sembra sconosciuto ai più, spesso si crede che gli uomini siano creature elementari e basiche, facilmente accontentabili e guidate dall’istinto. Probabilmente sarà anche così, ma sono delle fasi di transizione che portano ad un processo di maturazione lento e fisiologico. L’apice di questo processo si raggiunge con la paternità, il ruolo di padre e di marito è ciò che più rende completo e soddisfatto Libero. Uomini non si nasce, lo si diventa…

Manu

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